Il dottore Impotente - Treviso Trasgressiva

Il dottore Impotente - Treviso Trasgressiva

IL DOTTORE IMPOTENTE
Era un caldo pomeriggio settembrino quando nello studio medico di Wainer, specialista di successo, squillò il telefono.
“Ciao Wainer, sono Alejandro hai un minuto?”
“Davvero uno, fra poco inizio le visite, dimmi pure”
“Ho bisogno di un appuntamento ma non per me, è una questione un po’ delicata e privata, quando posso raggiungerti?”
“Vediamo…domani no, dopodomani…uhm…facciamo giovedi. Facciamo alle 15,30 visto che ho una visita mezzora prima”
“No, Wainer avrei esigenza di un consulto quando lo studio è chiuso”
“Allora passa alle 19, ma devo preoccuparmi, è tutto ok?”
“Si, poi ti spiego. Grazie mille, amico mio.”
Alejandro e Wainer si conoscono da una vita, precisamente dall’università. Il primo, di origini spagnole, aveva abbandonato ben presto gli studi di medicina per dedicarsi al grande amore della sua vita: lo stilismo e la moda. Il secondo, si era speso totalmente per gli studi medici ed era diventato ben presto uno affermato medico . La vita, si sa, è bizzarra. Alejandro, da sempre attorniato da donne bellissime ed affascinanti, non nascondeva la sua omosessualità, vissuta liberamente e senza schemi. Wainer, , soffriva da due anni di impotenza a causa di una forte crisi depressiva. Sua moglie, lo aveva portato al convincimento che la vita sessuale fosse giunta al capolinea. E non se ne faceva più di tanto un cruccio, visto che di donne ne aveva avute tantissime, di tradimenti ne aveva consumati abbastanza: insomma, del suo attrezzo ne aveva fatto un buon uso, anzi abuso. Tra l’altro la sua età (67 anni suonati ma portati benissimo) e la materia prima a disposizione (sua moglie) contribuivano decisamente a consolidare in lui il pensiero di aver ormai raggiunto la famigerata “pace dei sensi”.
Alle 19 in punto di giovedi, Alejandro bussò alla porta dello studio medico di Wainer.
“Alejandro!! Bentrovato!! Fatti abbracciare”
“Ciao caro…sei fashion come sempre con questo tuo bel camice!”
“Ahahah…non cambi mai! Siediti, dimmi pure”
“Ascolta, la questione è un po’ delicata. …non so come iniziare”
“Alejandro, come ti conosco io non ti conosce nessuno. Non temere e dimmi pure. Si tratta di un problema di erezione, vero?”
“Si, ma…non mio…ma di una mia carissima amica”

A Wainer non sfuggì il femminile utilizzato da Alejandro.

“Scusa, temo di non aver capito”
“Ma si dai Wainer, è una mia carissima amica trans Non sapeva a chi rivolgersi e ho pensato di portarla qui, tu sei il migliore in circolazione. E’ giù in macchina, puoi visitarla adesso?”
“Ma certo Alejandro, che problema c’è!”
“Non avevo dubbi. Grazie caro. Ti abbraccio e scappo perché ho ospiti a casa e sono in tremendo ritardo”

Dalla porta semiaperta dello studio medico entrò aNGELA transessuale dal viso dolcissimo e non più giovanissimo. Molto alta, indossava una camicetta nera da cui emergevano le affascinanti forme di due seni tondi e sodi. Un pantalone a zampa, sempre nero, esaltava lo slancio di una figura fortemente femminile. Una brillante collana Swarowski completava il quadro e rendeva l’immagine assai piacevole.

“Prego si accomodi. Alejandro mi ha accennato qualcosa. Mi deve parlare di lei: da quanto tempo riscontra difficoltà nelle erezioni?”
Wainer fu molto professionale, come sempre. Angela, dal canto suo, raccontò serenamente la sua storia clinica. Completato il quadro d’anamnesi, giunse il momento della visita vera e propria.
“Devo valutare lo stato dei testicoli e del pene. Si spogli e si accomodi sul lettino”
La bella transessuale obbedì. Si sfilò elegantemente il pantalone, tolse i collant velati e modellanti che avvolgevano due gambe perfette, ed infine le mutandine di pizzo nero. Wainer, nel frattempo, aveva indossato i guanti. Si voltò e vide il pene di Angela. Non era lungo, ma molto grosso, disteso su un lato: ne aveva visti tanti in vita sua, ma questo aveva un diametro notevole. Lo prese in mano per l’esame obiettivo e restò segretamente impressionato del peso, tant’è che guardandola negli occhi in modo severo disse:
“Ma ha effettuato delle iniezioni di silicone?”
“Assolutamente no, dottore. Sono così di natura” – fu il primo abbozzo di sorriso, un po’ malizioso.
“Beh, complimenti” – aggiunse Wainer, che prosegui la visita ispezionando bene anche i testicoli, di proporzioni decisamente adeguate al pene.
“Le prescrivo alcune analisi del sangue per valutare le condizioni metaboliche, poi se necessario ecodoppler penieno ed ecografia prostato-vescicolare trans-rettale. Se torna la settimana prossima facciamo subito un test di sensibilità del pene. Ci vediamo martedi, se vuole allo stesso orario di oggi”
La visita terminò, e i due si salutarono cordialmente.
Nel viaggio di ritorno verso casa Wainer fu colto da sensazioni inedite. Mentre nel traffico armeggiava il cambio con i continui stop&go, aveva ancora l’impressione di avere quel pene grosso in mano. “Mai vista una roba del genere, e son quarant’anni che vedo piselli” – pensò. E scoppiò da solo in una risata stupida che si disperse nei clacson della tangenziale.

Il martedi giunse in un batter d’occhio. Angela era elegantissima: un abito da sera verde scuro, con una discreta scollatura, la rendevano incantevole. Si scusò col dottore per l’abbigliamento poco adatto ad una visita medica, ma spiegò che aveva una cena con alcuni amici tra cui Alejandro. Wainer lesse attentamente gli esiti delle analisi del sangue, annuendo.
“Le analisi vanno bene, Angela. Potrebbe trattarsi solo di un periodo molto stressante. Ad ogni modo facciamo come le ho detto la Biotesiometria peniena, cosi stiamo più tranquilli”
“Non mi faccia spaventare dottore, di cosa si tratta?”
“Tranquilla, si spogli. E’ un test di sensibilità, come le dicevo la scorsa volta.”.
Quando Wainer si voltò dopo aver allestito il biotesiometro e indossato i guanti, rimase a bocca aperta. Restò immobile per qualche secondo, guardando da sopra gli occhialini. Angela era distesa sul letto e a coprire le sue grazie restava solo un reggiseno di pizzo nero e delle autoreggenti a balza alta. E c’era anche lui, il grosso pene, dormiente su un lato, che accentuava questo gradevole contrasto donna Le chiedo di scusarmi nuovamente per il mio abbigliamento, ma non avrei avuto tempo di tornare a casa a cambiarmi”.
Dopo quarant’anni di carriera arrivò la prima incertezza nella voce dello specialista: “uhm no no si figuri” disse facendo goffamente cadere il ricettario.
Dispose lo strumento sul tronco del pene e lanciò gli stimoli vibratori ma sembrava assente e turbato. Era rosso in viso e aveva il cuore accelerato. Dopo tre impulsi si fermò e senti nella sua mano crescere quel ben di Dio. Restò imbambolato a guardare quel pene gonfiarsi fino a diventare un marmo, ed ebbe solo modo di dire: “Stia tranquilla si rilassi, l’esame procede bene”. Angela, che non sapeva bene cosa il dottore dovesse misurare della sua erezione, chiuse gli occhi e cercò di lasciarsi andare. Inconsciamente aveva portato una mano a stringersi forte il seno.
Wainer non capì quello che stava accadendo: ma non alla paziente che stava visitando… bensì a lui stesso! Con un pene durissimo in mano restò sbalordito a realizzare che in quel momento, dopo quasi due anni, anche lui stava avendo una erezione. Si voltò e vide Angela estraniata, a occhi chiusi, che si massaggiava ingenuamente il seno – credendosi obbligata a mantenere quell’erezione a scopi diagnostici. E quell’immagine fu il colpo finale: aveva anche lui un marmo fra le gambe.
Deglutì, cercando di placare le farfalle che travolgevano il suo stomaco, tolse i guanti e appoggiò il palmo anziano e rugoso della sua mano destra su quel cazzo enorme, dritto come l’asta di una bandiera e grosso come una lattina.
In barba all’esame diagnostico, si scoprì a 67 anni abilissimo masturbatore. Lo guardava da vicino, sapendo di non essere visto, mentre il suo cazzo pulsava vita sotto i pantaloni nascosti dal camice.
Aumentò il ritmo, Angela iniziò ad ansimare e mise entrambe le mani sui capezzoli ormai nudi.
“Dottore ma cosi…”
“Non si preoccupi, si-si lasci andare” disse Wainer quasi balbettando. Più che Angela, il medico stava visitando se stesso, le sue pulsazioni sessuali. Aumentò il ritmo segando quel cazzo durissimo con decisione, mentre con l’altra mano accarezzava avidamente la formosa coscia ornata dal pizzo alto delle autoreggenti. Angela crollò, inarcò la schiena e urlò un “siiiii” soffocato ma non troppo. Sette otto zampilli di sperma finirono sul suo ventre e contemporaneamente, nel chiuso della sua patta, Wainer spruzzò inondando i suoi boxer. Erano venuti insieme, lui senza neanche toccarsi...
Nei secondi successivi all’orgasmo il dottore, ormai estasiato, aveva preso a massaggiare con gusto anche le palle e continuava a segare il cazzo di Angela fino a svuotarla dall’ultima goccia. E lei, ansimante, continuava a stringersi i capezzoli e con malizia passava la lingua attorno alle labbra, con gli occhi ancora chiusi e le guance arrossate.
Prima che quello splendore potesse ritornare in sé, Wainer corse in bagno a lavarsi le mani, si pulì alla men peggio dallo sperma che grondava ormai sulle sue gambe e si guardò allo specchio. I conti con se stesso li avrebbe fatti dopo, ma qualcosa già l’aveva capita. Rientrando, vide Angela un po’ imbarazzata che chiese del bagno, dove si ripulì e si vestì velocemente. Wainer ebbe solo modo di aggiungere, con tono straordinariamente serio e mentendo, sapendo di mentire:
“Non si imbarazzi, era necessario. L’esame è andato bene, come avrà notato. Le sue funzionalità sono perfette. Ci rivediamo martedi prossimo per un ultimo controllo”.
Chiusa la porta, e nel silenzio del suo studio ormai vuoto disse, davanti allo specchio a voce alta ed alla veneranda età di 67 anni: “mi piace il cazzo!”.

Wainer elaborò l’accaduto con il suo consueto atteggiamento razionale, e con grande maturità, senza isterismi o stupidi pregiudizi, pur essendo un donnaiuolo di vecchio stampo.
Gli stimoli sessuali ricevuti dalla visione della bella Angela, estremamente sensuale e femminile, e contestualmente quel membro così grosso, erano diventati insieme una sorta di miscela esplosiva. Sentiva ancora tra le mani quel senso di pieno, e quel tronco così duro gli riportava in mente l’antico vigore maschile che credeva aver perduto per sempre. Non nutriva alcun desiderio di soffocare queste nuove sensazioni: anzi, se il suo corpo dava determinati segnali era giusto approfondire ed eventualmente coltivare questa inedita passione. Anche perché, continuava a ripetersi, di piselli ne aveva armeggiati tanti. Ma una reazione del genere non l’aveva mai riscontrata. Forse perché era la prima volta che vedeva e toccava una transessuale, peraltro bella e dotata. Non voleva tuttavia rinunciare alla professionalità del suo ruolo e quindi studiava il modo per camuffare una visita andrologica (la terza) in un’ulteriore occasione per testare le sue pulsazioni sessuali. Il paziente, paradossalmente, era proprio il medico.
Due elementi lo conducevano comunque alla stessa conclusione: al pensiero di Angela le continue “farfalle” nello stomaco e il groppo in gola che gli provocavano erezioni, e contemporaneamente, l’ennesimo insuccesso di penetrare la moglie.
Decise di non parlare di questa rivoluzione sessuale al suo amico Alejandro. Arrivò il giorno della visita.
Era impaziente di spogliarla, ma il medico superò uomo e fu, almeno all’inizio, come sempre molto professionale.
“Buonasera Angela. Si sieda e mi dica. Come è andata la settimana? Sono tornati gli stimoli sessuali?”
“Si, dottore. Ho seguito il suo consiglio, ho preso una settimana di riposo, mi sono dedicata solo a me stessa. Ho riscontrato nuovamente le erezioni mattutine”
Mentre Angela parlava, Wainer immaginava – con la bava alla bocca – quel cazzo che al mattino gonfiava le mutandine fino ad uscire di lato e scappellarsi. E nel mentre il suo membro cresceva: decise quindi di chiudere il camice bianco per celare i segni della sua eccitazione. Per distrarsi misurò la pressione arteriosa della paziente, e successivamente disse, aggirando la scrivania e sedendosi davanti a lei:
“Diamo un’altra controllata. Si metta in piedi e si spogli”, con voce tremula.
Angela sfilò con grazia la gonna, ancheggiando in maniera (per lei) innocua. Rimase in piedi, con la camicetta indossata, ed un perizoma bianco che nella parte anteriore sporgeva 4-5 centimetri dalla pelle per via del grosso carico in esso contenuto. Le gambe, lievemente incrociate, erano elegantemente ornate da calze a rete, con maglia piccola, ed un merletto autoreggente bianco. Wainer deglutiva continuamente. Poi, disse con fare ansioso: “Su, su, tiri via le mutandine!”. Scrutandolo dall’alto, per la prima volta aleggiava in Angela il dubbio che quella non fosse una visita medica. Ma obbedì, e chinandosi leggermente si liberò del perizoma. Il suo cazzo dondolò come un pendolo molto pesante. “Vediamo” disse, Wainer ormai (è proprio il caso di dirlo) in trans.
Come quando del piatto preferito si assaggiano con precisione chirurgica, a piccoli bocconi, i contorni, allo stesso modo Wainer, nel tentativo estremo di controllarsi, perlustrò lentamente ciò che circondava il cazzo di Angela, guardandosi bene dal toccarlo. Iniziò a palpare i testicoli: massaggiava dolcemente ma con mano ferma quelle due palle grosse, mentre il pezzo di carne sovrastante batteva sulle sue nocche. Chiese: “Ha avuto eiaculazioni in settimana?”. Angela rispose: “L’ultima è stata durante la visita con lei.” Wainer provò una sensazione di compiacimento e aggiunse: “L’avevo immaginato, sono gonfie”.
Si alzò, mise della crema lubrificante sull’anulare della mano sinistra e iniziò a massaggiare il perineo, la zona tra i testicoli e l’ano, mentre con la destra continuava a palpare le palle. Il cazzo di Angela era già barzotto, ma lui cercava di non incrociarne lo sguardo. Ben presto l’anulare fini’ ad esplorare il buchetto della dolce transessuale, per ovvi motivi poco stretto e ben accessibile. Angela, di indole estremamente passionale, aveva un solo “difetto” – se cosi si può chiamare: quello di non riuscire a controllarsi. Timidamente e sottovoce sussurrò: “Ma dottore…così…”. Wainer la ignorò e proseguì con la stimolazione anale e testicolare. Non passò molto: il glande paonazzo di Angela emerse dal prepuzio, sostenuto da un tronco durissimo, con le vene in rilievo che sembravano scoppiare, e pulsazioni sincronizzate ad ogni affondo dell’anulare dello specialista. Era un cazzo bellissimo, un monumento alla nazione. Wainer prese coraggio, lo guardò, deglutì, e spostò la mano destra poco sopra per iniziare a masturbarlo. Chiuse per un istante anche lui gli occhi, quando il palmo avvolse quel diametro di marmo. Iniziò lentamente un movimento alternato, mentre la mano sinistra aveva preso a palpare il culo sodo della brasiliana. Angela, che combatteva la sua personale battaglia per mantenere le ultime briciole di autocontrollo, aveva già chiuso gli occhi e con le mani si massaggiava i seni grossi e inusualmente morbidi per una transessuale. Il destro era già fuori dal reggiseno, ed il capezzolo, dritto, era ben torturato dalle sue sapienti mani.
Quando dalla punta del cazzo spuntò, lucida e bianca, una goccia di sperma che restava incollata di vedetta pur di non abbandonare quelle pareti rocciose, per Wainer giunse il punto di non ritorno. Si fece rosso in viso e, conscio di abbandonare con quel gesto le vesti di medico professionista e di smascherare definitivamente i suoi desideri, con la punta della lingua prelevò la goccia di sperma. Un filamento corto ed eccitantissimo faceva da ponte tra il cazzo e la sua bocca, tra presente e passato. Chiuse gli occhi, spalancò la bocca il più possibile e lo inserì lentamente nella sua cavità orale grondante di saliva. Gli sembrò quasi di scottarsi per quanto era caldo e bollente.
Quando Angela aprì d’istinto gli occhi capì in un sol momento che non sarebbe più riuscita a controllarsi e che quel dubbio iniziale era certezza: il medico voleva il suo cazzo! Liberò anche il seno sinistro e con la mano destra iniziò a spingere la testa bianca di Wainer. Poi non resistette più e si lasciò andare verbalmente: “Siiiii, dai, prendilo tutto in bocca”. Non aveva più freni inibitori, era fatta così. “Succhiamelo, ti piace il mio cazzone!!!...volevo scoparti già dal primo giorno…”. Wainer era in paradiso. Stava facendo il suo primo pompino, aveva già dolore alla bocca per via delle dimensioni, ma non importava. Quando gli disse: “ti scopo la bocca, troia”, lui ebbe un sussulto e lei iniziò a stantuffare la cavità orale del medico da cui grondava ai lati un misto di saliva e sperma. Ancora una volta lui venne senza toccarsi. Lei proseguì aumentando il ritmo, fino al capolinea. Gli spostò di scatto la bocca e con la mano raccolse i densi fiotti di sperma caldo: da provocatrice sapiente si spalmò cazzo e palle, ancora vigorose, del suo caldo latte e si leccò l’indice della mano destra tutto pasticciato di sborra. Wainer era inebetito. Lei andò a lavarsi. Ci fu un silenzio di qualche minuto, poi Angela, ricomposta ma col fiato corto ed il viso arrossato ruppe il ghiaccio e disse: “Dottore, mi ha sorpreso, ma è stato bellissimo”
“Diamoci del tu, Angela. Scusami, sono stato poco professionale, non mi era mai capitata una roba simile..”
“Shhh…non pensarci” disse lei rassicurante.
“Professionale o no, non conta, mi hai guarita! Sei un uomo affascinante, ti desideravo da quando ti ho visto…e dopo la tua sega ho fantasticato su di te”
Lui sorrise e aggiunse: “No, sei tu che hai guarito me”, e raccontò con dovizia di particolari la sua impotenza e le sensazioni provate che lo hanno riportato al vigore di un tempo. Parlarono per un ora, lei un po’ si commosse. Poi, lo guardò fisso negli occhi e disse: “Vuoi scopare?”.
Lui rispose: “Voglio fare di tutto con te!”. Con l’occhio vispo lei sorrise e aggiunse: “Va a lavarti, ti aspetto qui”.
Quando Wainer tornò in sala Angela era di fronte a lui con occhialini e camice bianco. “Ora sono io la dottoressa…spogliati. Voglio vedere se il tuo pene funziona” disse severa e con tono perentorio, mentre dal camice bianco aperto ballonzolava il suo cazzo già nuovamente barzotto e le tette nude. Iniziarono a limonare, in piedi, come due adolescenti. Lui la palpava ovunque, dai seni al culo, dai fianchi alle palle. I due cazzi si scontravano come le spade in un’antica battaglia medievale. Iniziarono a segarsi a vicenda, così, in piedi…poi lei ordinò: “Voltati, divarica leggermente le gambe, appoggiati chinato sulla scrivania e soprattutto…chiudi gli occhi e rilassati!!”. Iniziò la perlustrazione del culo di Wainer con un dito, ben incremato. Poi con due. Poi con tre. Andò avanti dieci minuti, con maestria, per avvisare le pareti anali di un nuovo arrivo. Wainer non aspettava altro!
Angela prese in mano la sua arma, mise la crema sulla cappella e iniziò a pennellare verticalmente la fessura del culo del dottore, che sospirò e deglutì di piacere. Poi appoggiò il glande sul buco semi aperto, e piegandosi verso di lui andò a cercare la sua bocca. Limonarono per altri dieci minuti, e più le lingue si avvolgevano tra loro, più lei spingeva delicatamente ed il glande avanzava…un dolore fortissimo, ma durò poco. Angela piantò tutto il suo cazzo dentro il culo di Wainer e restò ferma per un altro paio di minuti a limonare, per rilassarlo ancora un po’. Lui sentiva un palo rovente dentro, che pulsava. Lei tornò eretta, e nel mentre lo sfilava lentamente, svuotava il lubrificante sull’asta che indietreggiava. Era giunto il momento: “dottore, ora si balla un po’…goditi il momento”. E iniziò a incularlo con decisione. Prima con movimenti alternati e costanti, poi forte, infine iniziò a sbatterlo. Splat! Splat! Splat!...Angela eccitata non sapeva contenersi: “Prendilo in culo troia…!!!Ti piace il mio cazzone dentro!” Splat! Splat!. Con le due mani sui fianchi di Wainer se lo sbatteva come fosse un giocattolo. Il dottore, dopo i primi minuti di dolore, aveva gli occhi verso il soffitto, la bocca aperta con la bava che usciva, e ripeteva a ritmo “Si!Si!Si!!!”. Sembrava un infartuato in punto di morte, ma era un piacere mai provato prima! Il cazzo di Angela sembrò gonfiarsi ancor di più, tre colpi decisi che spostarono l’intera scrivania e finalmente il capolinea: “siiiiiiiiiiii…ti inondo il culo”…urlò la transessuale ormai impazzita. Wainer, appena sentì la sborra calda nelle sue viscere, spruzzò sei fiotti che finirono sulla sedia girevole e sul muro dietro la scrivania…
Quasi asmatico, disse, sorridendo come un ragazze “che bello prenderlo in culo!!”…Si voltò e si abbracciarono come due innamorati! Limonarono ancora un po’, poi si vestirono e andarono a cena insieme.

Wainer visse una seconda giovinezza. Scoprì di amare il cazzo. Anzi, scoprì di amare Angela, elegante cinquantenne arzilla con un bazooka tra le gambe. Era stato attivo per una vita intera, ora era il momento di essere passivo. La via della passione smarrita era ritrovata…bastava solo cambiare direzione!





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